From: AVVENIRE, February 17, 2001
Dance Review by
Domenico Rigotti
PERLA DANZATRICE GEORGIANA UN
AUTENTICO TRIONFO
Successo della Ananiashvili scuola
del Bolscioi, nel classico ciaicovskiano versione Nureyev
La classe è eccezionale. La scuola è quella
grande, unicadel Bolscioi. Il suo modo di danzare si distingue per la purezzaela bellezza
esecutiva, per la leggerezza e per lampiezza dei jeté. È lei, Nina
Ananiashvili. nata a Tbilisi, in Geòrgia, nel 1963, star indiscussa della scena
internazionale che accende e infiamma questo Lago dei cigni tornato sulla
ribalta della Scala. Nel teatro milanese non aveva mai danzato, o, meglio, anni fa aveva
fatto una fugace apparizione nel corso di una tournée del Bolscioi ma nellambito di
unopera lirica, Mlada di Rimski-Korsakoff. Adesso per lei è il trionfo.
Difficile dire se la Ananiashvili incanti di più quale cigno bianco o quale cigno nero. E
mistero e poesia quando incarna Odette, è mistero e forza del male quando si muta in
Odile. Al terzo atto, i suoi trentadue fouettés sono perfetti come erano perfetti quelli
delle grandi étoiles russe del passato, Ulanova i Plessitskaja per fare qualche
nome. E nel finale, rivela una potenza drammatica straordinaria. Anzi tragica, perché la
versione proposta del capolavoro ciaicovskiano è quella di Nureyev che non concede l'happy
end.
Scelta in verità giusta, perche questa
versione, nata nel 1984 per lOpera di Parigi, è tra le più consone al gusto delle
platee di oggi. Di essa piace lambientazione insolita, sontuosa (la scenografìa -
un omaggio a Monet - è di Enzo Frieerio: i costumi raffinati di Franca Squarciapino) ma
alleggerita del superfluo e della troppa paccottiglia ottocentesca...
Questo Lago dei cigni acquista
maggior appeal e maggiore compattezza. Compattezza che risalta anche in questa
ripresa dovuta alle cure di Aleth Francillon e che vede ben impegnata la compagine
scaligera.
Entusiasmo in platea e ovazioni finali
soprattutto per lAnaniashvili.
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